Ferragosto, alba sadomaso

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Si era svegliata che era ancora buio.
Aveva sognato che aveva piovuto pesantemente per tutta la notte.
Quando aveva acceso la luce in cucina per farsi il primo caffè della
giornata, i galli fuori avevano iniziato a cantare palleggiandosi i
chicchirichì.


Marzia scosse la testa, galli moderni, vedono un bagliore e per loro è
l'input per salutare il giorno che nasce.
La campagna era dappertutto, ferma dopo il vento forte e caldo della
notte. Alla televisione avevano augurato pioggia fino in centrItalia
compresa, macchè.
Marzia gli occhi ancora gonfi di sonno.

Farsi il caffè è il gesto più amoroso verso se stessi che esista.
Sarebbe uscita a salutare il giorno con una lunga passeggiata verso lo
stagno, in compagnia dei suoi due gatti e del cane.
Uscivano sempre così in gruppetto compatto, ognuno che rispondeva al
proprio nome senza confusioni.
Perché lavarsi se non c'era rischio di incontrare anima viva?
Marzia si mise su dei pantaloni, larghissimi quindi comodi, e una camicia
abbondante di ben tre misure, si specchiò nel riflesso impietoso
dell'armadio ereditato dalla nonna, uno schifo, chiamò le bestiole ed uscì.
Caldo.

I gatti Remo e Caino appena sporti fuori i musi triangolari, ritornarono a
marcia indietro in casa, mica scemi.
Giuda seguì fedele la padrona.
Un leggero chiarore da est decise la direzione.
Giuda e Marzia si incamminarono verso ovest.
Una lepre beccata sulla stradina di terra sparì saltellando in mezzo ad un
campo al quarto taglio di erbamedica.
Da un cespuglio svolazzarono via dei corvacci, un poco più avanti
sorvolarono un campo di stoppie delle fagiane emettendo il loro verso
stridente.
Marzia sospirò.
L'alba era come una lampada a basso consumo, faceva giorno da un secondo
all'altro.
Poi una macchia scura si bloccò sulla stradina che stavano percorrendo.
Giuda ringhiò. Una grossa volpe sollevò il muso dal suo pasto pennuto e
fuggì inseguita dalla sua lunga coda.
Giuda non ne volle sapere di fermarsi.
Marzia cercò come potè di tenergli dietro.
Giuda si lanciò giù per un dirupo, Marzia ci scivolò rovinando tra i rovi.

Non devo muovermi.
Il cespuglio era immenso e lei vi era adagiata sopra e anche un
po'dentro, spine che la sorreggevano dappertutto. Manco un fachiro.
Devo rimanere immobile.
Meno male i vestiti larghi che la mantenevano tipo amaca.
Gridò, giuda d'un cane, Giuda!
Ma gridare comportava movimento e il movimento le faceva affondare gli
spini nella carne e la faceva via via inghiottire dal rovo.
I cani hanno un udito sensibilissimo, ragionò e sussurrò, Giuda, Giuda.
Gesù, stavolta ci sarebbe rimasta. Manco sapeva più dov'era. Era uscita
nuda sotto ad abiti enormi e senza cellulare. Nessuno di nessuno sapeva
che era andata a passare il Ferragosto in quel posto sperduto. Era in
maretta un po' col mondo intero e l'unico suo desiderio era di passare
qualche giorno n santa pace.
Ancora un po' e il sole l'avrebbe cotta. Fino a quel momento doveva
offrire quanta più superficie al cespuglio sul quale era adagiata e
simulare leggerezza, tanta tanta.
Giuda, perdìo!!!
Il campanellino!
Sognava?
Il campanellino che Giuda aveva al collare quando uscivano in passeggiata,
uno per animale, di tonalità differenti, così non si perdevano. Forse
avrebbe dovuto indossarne uno anche lei.
Giuda la localizzò ed iniziò a guaire.

Bel guaio hai combinato, gli disse, ora cavami d'impaccio, non so come, ma
provaci.
Giuda seguitava a guaire.
Giuda, non posso scendere, cristosànto, non capisci? Cerca aiuto.
Manco fosse rintintin e avesse letto il copione.
Il sole la investì d'un botto.
Eccolo là, mi sento uno spiedino.
Giuda sparì scampanellando in una direzione, quale, Marzia non avrebbe
saputo dirlo.
Lo scampanellìo si spense nella lontananza.
Non devo sudare.
Tra un poco arriveranno pure le mosche che, in attesa dei tanto sospirati
temporali, in questa afàgna, pizzicano dove possono, impazzite.
Giuda, porcomòndo, dove sei?

Il viso comparve all'improvviso.
Lo vedeva all'incontrario.
Il volto di un umano che così da sotto in su, alla rovescia era uguale
uguale a Bradpìtt.
Forse era morta, forse, sfinita, sognava e delirava. Forse, più
semplicemente, aveva perso gli occhiali nella caduta.
Che ci fa lì, chiese il simil Bradpìtt?
Marzia mugolò, mmm mmm. Perché si stava arrendendo al rovo.
Il suo cane, immagino, mi è venuto a tirare per un pantalone. Stamattina
che potevo finalmente dormire, invece m'ha preso l'insonnia e sono uscito
col jeeppone, praticamente mi sono perso, così sono sceso a fumarmi una
sigaretta e--
Odio il fumo, disse Marzia.
Il fumo, in questo caso, l'ha salvata, rispose quello.
Lei rispose solo, grrrr.

Ok, ora vedo cosa posso fare per lei. Ce la fa a resistere ancora un po'
finchè prendo la corda dal portapacchi?
Marzia sprofondò di una altro poco.
Bradpìtt le lanciò la cima sulla pancia. Lei si piegò a vu, sprofondando
di sedere negli spini.
Questa me la paga, gli gridò.
Questo vale almeno una cena, rispose lui. E forse anche un dopo cena,
aggiunse, se sotto quella specie di roba che indossa c'è qualcosa che
valga la pena di scoprire.
Cose da pazzi, pensò Marzia.
Muova il braccio destro, le ordinò l'uomo, mi sembra sia il più libero.
Marzia era mancina.
Se lo passi intorno alla vita, se ce la fa. Altrimenti bisognerà
ricorrere ad un elicottero. Ho scordato il cellulare all'Agriturismo. Lei
sa dove siamo? Mi saprà indicare la strada per tornare là?
Io questo lo ammazzo.
Graffiandosi impietosamente, Marzia si passò la corda attorno alla vita.
Il braccio sinistro, quello abile, ce l'aveva abbastanza vicino al corpo.
Riuscì alla benemmèglio a fare un doppio nodo. Mentre rigagnoli freschi di
sangue le strisciavano sulla pelle, manco sansebastiàno.

Ora tiri su gambe e braccia, le accosti, le annodi, le arrotoli, le
agganci quanto più possibile alla corda in tensione. L'ho passata attorno
al ramo di questa quercia. Dovrebbe sostenere il peso.
Deve sostenerlo, altrimenti mi uccida qui dove sto. Non voglio più
soffrire.
Lei mi piace, sa'? Ha un bel sense of humour.
Io la odio, anche se mi sta salvando.
Sarà bellissimo toglierle le spine una ad una.
Lei è un sadico e mi faccio salvare solo perché non c'ho altro sottomano.
Ringrazi il suo cane. Come si chiama?
Giuda.
Giuda?
Giuda.
Io la sposo!


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